Digital Art - Intervista a Daniele Cascone
Non c'è bisogno di dilungarsi troppo quando si vogliono descrivere le stampe di Daniele Cascone, parlano da sole! In molti, suscitano curiosità, interesse e coinvolgimento.
Daniele Cascone, da sempre appassionato d'arte e abile disegnatore, ha deciso di cimentarsi nel mondo della grafica e della fotografia e attraverso questi due modi di vedere la realtà, ha realizzato opere di autenticità straordinaria.
Oltre al sito delle sue opere, Daniele cura anche un photoblog chiamato Reflectiva e si è dedicato per molti anni ad un web magazine dedicato alla Digital Art Brain Twisting.
Valentina (UnEvento Team) ha deciso di incontrare Daniele Cascone per capirci un pò di più su una delle forme d'arte più affascinanti di questo secolo - la Digital Art - ed ha scoperto con piacevole sorpresa cosa rende una persona "artista" e le sue opere uniche.
Cos'è la Digital Art?
Per digital art possiamo intendere quelle forme d'arte che si ottengono grazie all'utilizzo di strumenti digitali. Alla base ci sono dunque computer e software specifici, combinati alla creatività e alla sensibilità dell'artista. Con l'evoluzione che sta attraversando la tecnologia, anche la digital art si è trasformata, estendendosi in settori che prima non ne facevano parte, come ad esempio la fotografia.
Ti ritieni un Digital Artist?
C'è chi considera la digital art una corrente artistica a tutti gli effetti e credo che fino agli anni 90 sia stato così, ma oggi vedo che questo termine identifica più una tecnica e non una filosofia. Da parte mia non so se definirmi artista digitale, fotografo o un ibrido tra queste due figure. Sicuramente il digitale influisce sul mio modo di lavorare, ma lo considero solo uno strumento che si adatta alle mie necessità.
Mi pare di capire che per diventare esperti in Digital Art bisogna essere anche un buon fotografo. Ma basta semplicemente saper fare belle foto?
Oggi è relativamente facile "diventare" fotografi: gli sviluppi nella fotografia digitale, sia amatoriale che professionale, hanno aumentato l'interesse da parte della gente ma, al contempo, hanno causato superficialità e omologazione, svalutando una disciplina che, prima di ogni altra cosa, è frutto di una dura ricerca. Questo ha fatto sì che emergere con un proprio stile è diventato più difficile e richiede sforzi che nessuna tecnologia potrà mai supplire: capacità di osservazione, idee, testardaggine, esperienza, passione.
Parlaci del tuo approccio alla Digital Art.
All'inizio è stata una semplice curiosità verso questo mezzo, una fase acerba dove sperimentavo senza prendere sul serio quello che realizzavo. Dopo qualche anno ho iniziato a maturare nuove idee che ho potuto attuare grazie all'incontro del digitale con le tecniche tradizionali. Recentemente l'aspetto fotografico sta assumendo un ruolo fondamentale.
Come nascono le tue opere?
Non sono molto attento su come vanno formandosi le mie idee. Perdo parecchio tempo a progettare, abbozzare, valutare e smussare ogni mia opera, ma questa è una fase successiva: alla base c'è come uno stato inconscio fatto di regole e comportamenti che mi fanno sembrare ovvie delle situazioni piuttosto che altre.
Cosa vedranno gli spettatori alla mostra della Galleria Lo Magno?
Si tratta di immagini realizzate tra il 2009 e il 2010. Per la prima volta saranno esposte quelle serie di opere dove la fotografia ha dato un'impronta determinante al mio lavoro.
In alcune opere ho potuto notare il volto coperto o in alcuni casi la mancanza del volto stesso. Come mai?
In passato ho esasperato l'elemento del volto, tanto che la mia prima mostra personale era incentrata esclusivamente su ritratti molto elaborati. Adesso sto andando in una direzione opposta: il volto perde centralità e viene nascosto all'interno della composizione per dare rilievo al corpo e alla sua gestualità.
I tuoi progetti futuri?
In questi giorni sto abbozzando alcune idee per delle immagini nuove. Più avanti mi piacerebbe sperimentare con il video ma, al momento, non è una priorità.
Ricordiamo che la mostra avrà luogo a Modica (RG) presso al Galleria lo Magno. Cliccate qui per vedere i dettagli della mostra.








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